importanti novità in edilizia: decreto SCIA 2

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Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto SCIA 2 (dlgs n. 222 del 25 novembre 2016) che, in attuazione della legge delega 124/2015, introduce importanti semplificazioni in materia edilizia. Il testo entra in vigore l’11 dicembre 2016.

Tra le principali novità:

  • il riassetto dei titoli edilizi
  • l’ampliamento degli interventi in edilizia libera
  • individuate nuove attività rientranti nell’ambito della SCIA
  • l’introduzione della tabella unica nazionale con tipologia di intervento e corretto titolo abilitativo
  • la segnalazione certificata di agibilità al posto del certificato di agibilità

INTERESSANTE: tabella A del D.Lgs. n. 222-2016 dei regimi amministrativi

Interventi in edilizia libera e semplificazione dei regimi amministrativi

Secondo le nuove disposizioni, saranno realizzabili in edilizia libera e senza alcun tipo di comunicazione al Comune interventi tipo rampe per superamento barriere architettoniche, installazione di pannelli fotovoltaici, aree ludiche, etc.

Analizzando con attenzione il nuovo testo dell’articolo 6 del dpr 380/2001 come modificato dal decreto SICA 2, si notano una serie di interventi in materia di interventi in edilizia libera.

In particolare, rientrano tra gli interventi in edilizia libera realizzabili senza titolo abilitativo né comunicazione di inizio lavori:

  • le rampe per l’eliminazione delle barriere architettoniche
  • le opere temporanee da rimuovere entro 90 gg
  • le opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni
  • l’installazione di pannelli solari fotovoltaici (fuori dalla zona A)
  • le aree ludiche senza scopo di lucro e gli elementi di arredo pertinenziali agli edifici

 Interventi in edilizia libera

Di seguito riportiamo i commi del nuovo articolo 6, evidenziando in colore verde il nuovo testo inserito e in rosso barrato le parole soppresse.

art. 6 dpr 380/2001 comma 1 – (interventi in edilizia libera)

1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico- sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

a) gli interventi di manutenzione ordinaria (di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), ivi compresi gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW)

a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw

b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio

c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato

d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvopastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari

e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola

e-bis) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale

e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati

e-quater) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444

e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

 

art. 6 dpr 380/2001 comma 2

Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi: a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio((…); b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni; c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati; d) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. e-bis) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali, ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.

art. 6 dpr 380/2001 comma 4

Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed e-bis), l’interessato trasmette all’amministrazione comunale l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio; la comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

art. 6 dpr 380/2001 comma 5

Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la comunicazione di inizio dei lavori, laddove integrata con la comunicazione di fine dei lavori, è valida anche ai fini di cui all’articolo 17, primo comma, lettera b), del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, ed è tempestivamente inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate.

art. 6 dpr 380/2001 comma 6

Le regioni a statuto ordinario:

a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dai commi 1 e 2 dal comma 1, esclusi gli interventi di cui all’articolo 10, comma 1, soggetti a permesso di costruire e gli interventi di cui all’articolo 23, soggetti a segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire

b) disciplinano con legge le modalità per l’effettuazione dei controlli.

art. 6 dpr 380/2001 comma 7

La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ((di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori di cui al comma 4,)), comportano la sanzione pecuniaria pari a ((1.000 euro)). Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.

Gli interventi soggetti a CILA

Secondo la nuova formulazione del testo, che entrerà in vigore l’11 dicembre 2016, gli interventi soggetti a CILA sono quelli che non ricadono nell’ambito di applicazione di:

  • art. 6: attività di edilizia libera
  • art. 10: interventi soggetti a permesso di costruire
  • art. 22: interventi subordinati a denuncia di inizio attività

Le nuove regole per la CILA

La CILA può essere inoltrata anche per via telematica da parte dell’interessato all’amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

Devono comunque essere rispettate le altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, vanno rispettate:

  • le norme antisismiche
  • le norme di sicurezza
  • le norme antincendio
  • le norme igienico-sanitarie
  • le norme relative all’efficienza energetica
  • le norme di tutela dal rischio idrogeologico
  • le disposizioni del dlgs 42/2004

L’interessato trasmette all’amministrazione comunale

  • l’elaborato progettuale
  • la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato

Il tecnico attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori da eseguirsi:

  • sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti
  • sono compatibili con la normativa in materia sismica
  • rispettano la normativa sul rendimento energetico
  • non interessano parti strutturali dell’edificio

La comunicazione contiene gli identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori.

CILA e multe in caso di inadempimento

La mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori comporta una sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.

Le Regioni a statuto ordinario disciplineranno le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione e prevedendo sopralluoghi in loco.

Interventi edili realizzabili con SCIA

La nuova disciplina prevede che sono realizzabili mediante SCIA edilizia (segnalazione certificata inizio attività), in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, i seguenti interventi:

  1. interventi di manutenzione straordinariadi cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio:
    • opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici
    • opere e modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso
    • interventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso
  2. interventi di restauro e di risanamento conservativo, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio
  3. interventi di ristrutturazione edilizia che non comportino:
    •  modifiche di volumetria
    • cambio di destinazione d’uso nei centri storici
    • cambio di sagoma degli edifici vincolati

Resta invece necessario assoggettare a CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata da tecnico abilitato) la modifica della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio di impresa e tutti gli interventi non ricompresi in quelli che necessitano della SCIA e del permesso di costruire.

Segnalazione certificata di agibilità: da oggi l’agibilità non viene più rilasciata dal Comune, ma viene certificata direttamente dal tecnico

 Dal certificato alla segnalazione certificata di agibilità, ecco una delle novità più importanti previste dal decreto SCIA 2 (dlgs 222/2016).

La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità, sono attestati mediante segnalazione certificata.

La novità sostanziale è, quindi, nella maggiore responsabilità data al professionista, tenuto ad attestare la sussistenza dei requisiti di legge.

Ai fini dell’agibilità, entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o i loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l’edilizia la segnalazione certificata, per i seguenti interventi:

  • nuove costruzioni
  • ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali
  • interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1

Segnalazione certificata di agibilità, le sanzioni

La mancata presentazione della segnalazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria che va da 77 a 464 euro.

Ai fini dell’agibilità, la segnalazione certificata può riguardare anche:

  • singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni
  • singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale

Segnalazione certificata di agibilità, la documentazione

La segnalazione certificata di agibilità è corredata dalla seguente documentazione:

  • attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni necessarie
  • certificato di collaudo statico
  • dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori
  • dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche
  • estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale
  • dichiarazione dell’impresa installatrice, che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero, ove previsto, certificato di collaudo degli stessi

L’utilizzo delle costruzioni può essere iniziato dalla data di presentazione allo sportello unico della segnalazione corredata della documentazione descritta.

Le Regioni, le Province autonome, i Comuni e le Città metropolitane, nell’ambito delle proprie competenze, disciplinano le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione e comprensivi dell’ispezione delle opere realizzate.

   
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